Luogo

Palazzo Sangallo, P.zza della Libertà 18
Tolentino MC – ITALY

Info prenotazioni e visite

0733.969797 / 370.3733992
info@tolentinomuseicivici.it

Orari

giovedì
15.00 -18.30

venerdì, sabato e domenica
10.00 -13.00 / 15.00 -18.30

lunedì, martedì e mercoledì – Chiuso

STORIA

Il MIUMOR – Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, dedicato all’Arte umoristica e alla caricatura, è unico in Italia e fra i pochi nel mondo del genere.
È stato fondato nel 1970 da Luigi Mari, sindaco di Tolentino negli anni ’50, medico e artista, che nel 1961 inventò la Biennale della Caricatura, poi diventata Biennale internazionale dell’Umorismo nell’Arte. Il Museo nasce dalla Biennale, per poi vivere di vita propria: le opere vincitrici del Premio Marcorelli, che per statuto diventano di proprietà del Comitato Organizzatore, costituiscono il primo nucleo del patrimonio museale, poi arricchito con numerosi disegni originali di vari importanti artisti generosamente donati a Tolentino da Enrico Gianeri, in arte Gec. Oggi il museo conserva un prezioso patrimonio artistico e storico, accresciuto ogni anno da acquisizioni e donazioni, costituito da più di quattromila opere originali tra disegni, dipinti, sculture, stampe e incisioni.

Luigi Mari

Qui trovate le opere originali dei più celebri maestri della caricatura e dell’umorismo dell’Ottocento e del Novecento, tra i quali, per citarne solo alcuni: Gabriele  Galantara “Ratalanga”, Marcello Dudovich, Filiberto Scarpelli, Giuseppe Scalarini, Mino Maccari, Gioacchino Colizzi “Attalo”, Giuseppe Zanini “Nino Za”, Leo Longanesi, Augusto Majani “Nasica”, Federico Fellini, Paolo Garretto, Francesco Tullio Altan “Altan”, Olaf Gulbransson, Ronald Searle, Guillermo Mordillo, Jean-Michel Folon, Jean-Jacques Sempé, Ronald Topor. Il museo dispone di una biblioteca ricca di documentazione sull’umorismo nell’arte: i cataloghi di tutte le Biennali e di tutte le mostre allestite dal 1961 a oggi, alcune delle più importanti riviste satiriche italiane e straniere, volumi sulla satira e sull’umorismo, monografie di umoristi e caricaturisti illustri.

Sala Storica

Ospita il primo nucleo del Museo con opere del fondatore Luigi Mari, e di Cesare Marcorelli, zio di Luigi, pittore e caricaturista che lo ha cresciuto ed educato nella sensibilità all’arte, e di tre figure eminenti della vita culturale italiana di fine ottocento / inizi novecento: Mino Maccari, Gabriele Galantara, in arte Ratalanga, ed Enrico Sacchetti.

Mino Maccari (1898-1989)

Scrittore, pittore, editore e giornalista. Ha partecipato attivamente alla Biennale sia come membro della giuria dal 1961 al 1965, sia come autore della locandina nel 1965; osservatore della vita, la sua attività artistica è caratterizzata da satira politica e di costume, da una pittura sarcastica e graffiante.

 Gabriele Galantara (1865-1937)

Giornalista e disegnatore, rappresenta con le sue caricature il mondo operaio e contadino, fautore di una satira politica e sociale che colpisce prima gli accademici e i notabili bolognesi, poi i ministri della borghesia italiana, infine i fascisti e la Chiesa di Roma.

Enrico Sacchetti (1877-1967)

Pittore, illustratore e scrittore, è considerato come uno dei più famosi caricaturisti italiani del novecento. Amico di Filippo Tommaso Marinetti, di cui illustra la rivista di poesia, è stato uno dei più famosi illustratori pubblicitari, grazie alla fortunata serie del Bitter Campari e dello sciroppo Proton.

Sala delle biennali

La Biennale di Tolentino è una delle poche istituzioni culturali italiane di carattere internazionale che si rivolge alla promozione e alla divulgazione della caricatura e dell’arte umoristica di ogni tempo e paese, e qui sono raccolti tutti i lavori vincitori del primo premio dal 1961.
Una carrellata di rappresentazioni grafiche di tutto ciò che caratterizza l’uomo. Dagli errori quotidiani alla critica al potere cieco e ambiguo, dalle ragioni del più forte alle tresche della politica, dalla prepotenza e ai soprusi all’ingenuità e all’innocenza. Una galleria di “caratteri” e di situazioni dei momenti salienti e dei personaggi degli ultimi sessanta anni dove in ogni momento si può sorridere o pensare o meravigliarsi o sdegnarsi, dove si impara a conoscere l’uomo con i suoi limiti, le sue imperfezioni e le sue straordinarie facoltà.

Sala delle caricature

In questa sala troviamo le opere vincitrici e alcune dei premi straordinari del premio “Luigi Mari”, dedicato al ritratto in caricatura.

Ci sono due generi di caricatura: quello fisico e quello morale. La caricatura fisica si può considerare soprattutto un divertimento grafico e si caratterizza per esagerare i difetti e le deformazioni fisiche; quella morale invece ha un carattere psicologico e rappresentando il soggetto sotto un’apparenza spesso ridicola, prende di mira le sue passioni, i suoi vizi, le sue tare morali e le sue debolezze.

Sala Tirelli

Umberto Tirelli nacque a Modena il 22 Febbraio 1871. L’artista, disegnatore e caricaturista, pubblicò le prime tavole su “L’è un pistulott”, numero unico uscito a Rubiera nel 1892. “Poi fu una corsa senza fine di testate: il “Marchese Colombi” (dal 1896), la “Sciarpa d’Iride” (1897), la “Bertuchéna” (1900), “Il Cotone Fulminante” (1900), “La Damigiana” (1901), “il Navicello” (1910), “Al Campanon (ocio al bacioch!)” (1912), “Cavalli e non…” (1920). E poi la sua creatura, fondata nel 1900, “Il Duca Borso”: vi collaborerà fino al 1908, anno in cui Tirelli lascerà la sua Modena alla volta di Bologna. E qui “Il Fittone” (1909), “Il Punto” (1913) e altre riviste ancora … disegno dopo disegno, guizzo dopo guizzo”. Nel 1918 gli verrà assegnato il primo premio al Concorso Internazionale della Caricatura di Londra. “Ma se sposate la Caricatura col Teatro che cosa ne può venir fuori? Fatalmente un teatro di Burattini satirici”. Tirelli con i burattini scoprì la Caricatura Tridimensionale: “volle far diventare burattini le persone vive e il successo gli arrise. Trasformò, fece diventare di tre dimensioni, le impareggiabili caricature che dalle pagine dei giornali saltabeccarono sul piccolo palcoscenico. Si spalancò un mondo nuovo e una corsa nuova”. Tirelli plasmò senza posa la creta e la creta si trasformò in carta pesta e la carta pesta in quelle cosiddette Teste di Legno che diedero il nome al suo teatro. Politici, artisti, scienziati, personaggi veri e inventati, tutti finirono nel calderone immaginifico del gran mago Tirelli: centocinquanta burattini e più ancora nasceranno. Le teste in questione erano di cartapesta (a grandezza naturale) ed erano modellate sulle caricature di vari personaggi famosi come Mussolini, Giosuè Carducci, Giolitti, Sem Benelli, Eleonora Duse, Guglielmo Marconi. Tirelli morì il 2 Agosto 1954.

Sala Mari

Vi troviamo una selezione di 32 opere della Sala Umorismo,  del periodo tra la fine del Settecento e la fine del Novecento, scelte con il criterio di offrire curiosità e testimonianze della presenza al Miumor di grandi personaggi del mondo dell’arte.

Si inizia con la parte più antica per passare a un doveroso omaggio a Luigi Mari con una caricatura di Gino De Laurentis, a Giorgio Ciommei con l’acquaforte con cui ha conquistato il 3° premio alla IX biennale e a Amerigo Bartoli con l’opera “la risata” con la quale rappresentiamo il nostro museo. Si continua poi con un percorso in cui possiamo vedere le più prestigiose firme a cominciare da Walter Molino, il famoso illustratore delle copertine della Domenica del Corriere poi con tre autori che con i loro disegni hanno descritto i personaggi delle loro opere letterarie e cinematografiche: Trilussa con l’illustrazione di una signora con il cane, Giovannino Guareschi con i bozzetti dei costumi di una sua sceneggia- tura, Federico Fellini con il ricordo dello “zio matto” del film Amarcord interpretato da Ingrassia. Troviamo poi un’opera di Gabriele Galantara, il padre della satira politica italiana, che ci mostra la sua grandissima abilità di pittore e domina tra i quadri di Nino Caffè, Enrico Sacchetti, Marcelo Dudovich e Tullio Pericoli, tutti già esposti in personali o in concorso nelle prime biennali. Stessa storia anche per i grandissimi Olaf Gulbransson, Ronald Searle, Ray Gilles, Serre, Jean Jacques Loup e Jean Michel Folon (vincitore del primo premio nella terza edizione).

Inoltre

Il museo dispone di una biblioteca ricca di documentazione sull’umorismo nell’arte: i cataloghi di tutte le Biennali  e di tutte le mostre allestite dal 1961 a oggi, alcune delle più importanti riviste satiriche italiane e straniere, volumi sulla satira e sull’umorismo, monografie di umoristi e caricaturisti illustri.

MIUMOR

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